Globalist:


In fondo a sinistra

E Cambiare si può dice Sì a Ingroia

Buona partecipazione al referendum sul web. Due terzi degli aderenti scelgono di proseguire il dialogo con Rivoluzione civile [Checchino Antonini]

Redazione
martedì 1 gennaio 2013 13:17

vittorio agnoletto
vittorio agnoletto

di Checchino Antonini

Risultati della Votazione telematica di "Cambiare si può" alle ore 00.00 del 1.1.2013. Hanno votato SI 4.468 pari al 64,7% dei votanti. Hanno votato NO 2.088 pari al 30,2% dei votanti. Si sono astenuti 352 pari al 5,1%. I voti validi sono stati 6.908 su circa 13.200 aderenti all'Appello. I sostenitori di "Cambiare si può" scelgono di sostenere Rivoluzione civile.

Il quesito in votazione era: "Ritieni che, nella mutata situazione di fatto rispetto all'assemblea del 22 dicembre (vedi report precedente), si possa proseguire nell'iter di formazione di una lista comune, avente come candidato premier non contendibile Antonio Ingroia (che ha dichiarato la disponibilità ad accogliere nel programma i nostri dieci punti irrinunciabili), con attribuzione a un comitato di garanti della formazione delle liste, nelle quali è comunque previsto l'inserimento dei segretari politici di Idv, Comunisti italiani, Verdi e Rifondazione comunista?".

Commenta a caldo Vittorio Agnoletto scrivendo di un «colpo di scena nella votazione on-line». Tra i 70 promotori iniziali dell'appello, infatti, la stragrande maggioranza si era espressa contro il proseguimento del percorso per la costruzione della lista "Rivoluzione civile", «solo in 7 ci eravamo pronunciati per la prosecuzione dell'esperienza, il voto nel web ha clamorosamente ribaltato la situazione».

Nonostante la votazione abbia coinciso con gli ultimi due giorni dell'anno, ha votato più della metà degli iscritti alla lista dell'appello. «Si è trattato di una grande dimostrazione di saggezza - continua Agnoletto - sulla diffusa insoddisfazione per la modalità della compilazione delle liste, ha infatti prevalso la consapevolezza dell'importanza della partita che abbiamo di fronte. Come dice "non è più possibile stare a guardare o limitarsi alla critica". Il risultato della votazione fornisce una grande occasione a "Rivoluzione civile" per radicarsi profondamente nei territori e nelle numerose vertenze sociali che hanno contribuito a costruire e a sostenere "Cambiare si può"; sono 105 le assemblee organizzate dai sottoscrittori dell'appello in ogni provincia italiana alle quali hanno partecipato circa 15.000 persone: energie importanti da valorizzare. Ora tocca ai sottoscrittori di Cambiare si può impegnarsi perché siano valorizzati nel programma della lista i 10 punti da noi proposti ed accettati da Ingroia e perché nella composizione delle liste vengano valorizzati territori».

Dall'assemblea del Lazio Sud (Terracina, Gaeta, Formia, Itri) si prende atto del voto e anche della partecipazione alta, segnale di interesse Prendiamone atto: «Le modalità troppo burocratiche e alcune ambiguità della lista di Ingroia a molti di noi non piacciono, ma la votazione è stata chiara e non può valere solo "se" ci dà ragione. Probabilmente è una posizione spinta dal buon senso più che dall'entusiasmo per il taglio che sta prendendo il quarto polo oggi possibile. Probabilmente sarebbe stato difficile pensare a un esito diverso visti i tempi dell'accelerazione politica, determinata da una ristrutturazione dei poteri nel paese e non da una presa di coscienza collettiva. Ammettiamolo. Corriamo dietro gli eventi e dobbiamo quindi dare un senso e una direzione chiara a questa corsa. Ora la domanda a cui non possiamo sfuggire è: a questo punto ha senso mantenere il progetto "Cambiare si può" e le sue partecipate assemblee territoriali? La risposta sensata probabilmente è: sì, se sappiamo darci un obiettivo e dei compiti che solo noi possiamo rappresentare in questa difficile corsa. Essere i garanti almeno dei due punti di programma decisamente più avanzati in senso antiliberista e pretendere che i nostri portavoce a rotazione siano parte integrante di tutte le decisioni una volta che accettiamo l'integrazione nella lista e non debbano più essere semplicemente messi di fronte a decisioni altrui». Le assemblee territoriali e l'interazione positiva coi movimenti di resistenza dovrebbero diventare permanenti e, dal Lazio Sud, si chiede che le liste siano formate in buona parte da candidature che vengono dalle assemblee e dai conflitti (un operaio della Fiat Pomigliano e dell'Irisbus, un rappresentante del movimento No Tav, un precario della scuola o della ricerca, donne, movimenti del sud, ecc...).

Commenti
  • Toti Costanzo 01/01/2013 alle 21:05:36 rispondi
    condivisione articolo
    Sono assolutmente d'accordo. Bisogna proseguire nella costruzione della nostra lista che rappresenta l'unica speranza che anche in Italia con la Sinistra Cambiare si può. Toti Costanzo. Partinico (PA)
  • nello margiotta 01/01/2013 alle 23:31:23 rispondi
    fate meglio i conti
    4500 votanti si su 13000 aderenti non sono i 2/3 degli aderenti, sono i 2/3 dei votanti che è ben altra cosa: quasi il 50% degli aderenti non ha votato, abbandonando di fatto il progetto di Cambiare si Può che è di fatto finito con la presenmtazione della lista personale di Ingroia
  • Daniele Pigoli 02/01/2013 alle 01:36:44 rispondi
    Leggere quel che il voto VERAMENTE dice
    In democrazia decide la maggioranza, è vero.
    Circa un terzo dei votanti però si è espressa per il NO e tra loro ci sono anch'io che, con altri, avevo presentato una mozione che chiedeva che anche il Candidato Premier venisse scelto da tutti, senza con questo escludere che potesse poi risultare ancora Ingroia.
    Potrà sembrare poca cosa, ma siamo tanti quanti avevano votato sulle due mozioni!
    Non voglio innescare polemiche, che non servirebbero a nulla e a nessuno, ma è un risultato a mio modo di vedere CHIARISSIMO e che andrebbe letto per quel che dice.
    Che vincesse il SI qualcuno l'avrebbe messo in dubbio?
    In Cambiare Si Può la presenza di aderenti a Rifondazione è sicuramente maggioritaria.
    Rifondazione a livello dirigenza ha fatto le sue scelte, legittime anche se personalmente non le condivido, e si è di fatto schierata con le 3D (De Magistris, Diliberto e Di Pietro) e con Bonelli.
    Pensare che gli aderenti PRC votassero diversamente dalla scelta del partito, salvo poche eccezioni, era mero esercizio di fantasia.
    Assodato che i militanti di Rifondazione concordano con la decisione della propria dirigenza, l'analisi è un'altra.
    Cambiare si può non è Rifondazione, è (o era?) anche Rifondazione.
    Se Rifondazione ha fatto la sua scelta (e l'aveva già fatta ancor prima della consultazione), qual'è la scelta di Cambiare si può non coincidente con Rifondazione?
    Ovvero, cosa hanno deciso i Movimenti, le Associazioni, i singoli che hanno chiesto a più riprese una LISTA ALTERNATIVA, non leaderistica e realmente aperta alla partecipazione, nei metodi e nelle scelte, nella definizione dei programmi e delle candidature?
    La risposta VERA alla consultazione era questa, non altro.
    E la risposta è netta e chiara: LA cosiddetta SOCIETA' CIVILE NON INTENDE PROSEGUIRE NELL'ITER DI FORMAZIONE DI UNA LISTA COMUNE.
    Non sono i "Professori" a non volerlo, SIAMO TUTTI NOI, senza un partito a cui far riferimento.
    (Parlo, sia chiaro, a titolo assolutamente personale e la mia condivisione del manifesto di ALBA non impegna in alcun modo ALBA stessa.)
    Ciò non significa certo pensare alla follia di un'altra lista, o che si debba tradurre questa lettura in una contrapposizione alla lista Ingroia.
    Sarebbe sbagliato ed autolesionista ma sarebbe altrettanto sbagliato ritenere obbligata l'omologazione alla scelta maggioritaria di Rifondazione.
    Credo che ogni Movimento, Associazione o singolo aderente abbia il diritto di fare le proprie scelte, tutte legittime e tutte rispettabili, siano esse di proseguire comunque nella formazione delle liste, anche candidandosi, di limitarsi al ruolo di "sherpa" invisibili (di portatori d'acqua come dice Revelli), di votare di nuovo il "meno peggio" o di fare scelte diverse.
    Io, se devo fare lo sherpa, sapendo del mio ruolo invisibile e accettandolo convintamente, DEVO AVER FIDUCIA nei capicordata, DEVO ESSERE CONVINTO di avere i medesimi obiettivi, DEVO ESSERE CERTO che NON taglieranno la cima che ci lega, pur di arrivare ai LORO obiettivi.
    Se su Ferrero e Rifondazione sono disposto a concedere un'apertura di credito, di quell'altra gente IO NON HO FIDUCIA, NON SONO CONVINTO abbiano i nostri stessi obiettivi e, soprattutto, SONO CONVINTO (certo sarebbe presunzione) CHE QUELLA CORDA LA TAGLIERANNO!!!
  • fiorenza 02/01/2013 alle 08:51:21 rispondi
    a proposito di Ingroia
    mentre sono convinta che Ingroia sia un ottimo magistrato,sono altrettanto convinta che sia Diliberto che Di Pietro e chissà quanti altri che non conosco non valgano molto.La sinistra in Italia non trionferà mai perchè al suo interno ci sono infinite divisioni.Comunque vi faccio tanti auguri perchè siete dei miei.
  • Roberto Pisani 02/01/2013 alle 18:40:52 rispondi
    "cambiare si può" e rivoluzione civile
    Tra i miei dubbi ci metto anche la sensazione che sarà impresa ardua fare chiarezza sui vari passaggi che hanno portato un progetto, che prevedeva condivisione e costruzione dal basso , a più voci, quelle che non hanno rappresentanza politica, ad essere stravolto e ridotto ad una mera accettazione di un pacchetto preconfezionato e calato dall'alto. Si ha un bel dire che i tempi sono stretti: c'è chi in certe strettoie si trova decisamente più a suo agio di altri e, mettendoti davanti al fatto compiuto ti lascia , una volta scippato, la possibilità di esprimerti sul prendere o lasciare. Detto questo non mi metterò da parte ma penso, comunque, di partecipare a questa forma spuria e riduttiva di un progetto cui mi ero avvicinato con ben altro entusiasmo. L'impegno futuro di coloro che si trovano nella mia situazione sarà duplice: costruire un polo di sinistra che dal rifiuto delle attuali politiche montiane sappia costruire un progetto credibile di alternativa; nello stesso tempo dare voce a quei movimenti e società civile che, nella ricerca di un superamento delle divisioni , sia in grado di portare linfa ed arricchimento all'attuale programma annacquato e sbiadito, ricercando l'affermazione dei dieci punti condivisi di "cambiare si può" . Un'ultima considerazione, quasi una supplica ; è proprio necessario ed ineluttabile che a fianco del nome "rivoluzione civile" debba comparire il nome del pur bravo e stimabile Ingroia, a caratteri cubitali, come rifiuto a voler credere in una politica come costruzione collettiva al posto di quella succube del culto della personalità ? O forse devo convincermi, anche in base della scelta dei simboli, che sono fuori strada e questa proposta politica non è la mia ?